
Spiegare la fisica dell’atmosfera partendo dalla realtà. Da episodi, luoghi, incontri che, messi uno accanto all’altro, rendono inevitabile farsi delle domande.
È quello che fa Marcello Petitta in La tempesta perfetta e altre storie sul clima.
Fisico del clima e dell’atmosfera e professore a Roma Tre, Petitta spiega concetti e leggi fisiche complesse attraverso analogie che nascono dal racconto di situazioni quotidiane.
La fisica entra così nelle storie col pretesto di una passeggiata nel bosco, che diventa l’occasione per parlare della tempesta Vaia, o un viaggio in treno in India che apre una porta sulla fisica del caos.
Il clima è uno degli argomenti più difficile da raccontare perché tutti ne facciamo esperienza, ma nessuno può osservarlo nella sua interezza. Tutti ricordiamo una grandinata estrema, un bosco abbattuto dal vento, un’estate particolarmente calda. Eventi puntuali che restano nella memoria come tacche sul calendario. Ma serve un passo in più per capire che il clima emerge dall’intreccio di fenomeni che agiscono su scale temporali e spaziali molto diverse.
Petitta parte dal concreto. La domanda scientifica arriva dopo, come conseguenza naturale di ciò che i personaggi delle sue storie, autore compreso, hanno osservato.
Anche il caos smette così di essere semplicemente sinonimo di disordine e diventa ciò che è in fisica: il comportamento di sistemi deterministici estremamente sensibili alle condizioni iniziali. È il celebre “effetto farfalla”: una variazione minuscola all’inizio può, nel tempo, condurre il sistema verso evoluzioni molto diverse.
La complessità del clima è anche al centro del suo intervento al TEDxRavenna, dal titolo: – Venti di complessità: navigare tra clima e cambiamento –
dove Petitta torna proprio sul modo in cui proviamo a leggere e comprendere sistemi atmosferici complessi.
La forza del libro sta proprio qui: la narrazione non sostituisce la spiegazione scientifica. È il percorso che conduce fino ad essa.
E si arriva alla fine, attraverso anche formule complesse, con una sensazione molto preziosa, aver capito qualcosa in più e voler continuare a fare domande.
