Quella di affidare alle comunità locali la gestione delle risorse naturali sembra istintivamente una buona idea, può proteggere l’ambiente e, allo stesso tempo, supportare le comunità indigene riducendo la povertà. Ed è effettivamente così, ma come si distribuisce la riduzione di povertà sui diversi ceti sociali?
Uno studio pubblicato su Nature Sustainability ha analizzato gli effetti del programma di gestione comunitaria delle foreste del Nepal, considerato uno dei modelli più avanzati di decentralizzazione ambientale. Dagli anni Novanta, il governo nepalese ha progressivamente affidato la gestione di vaste aree forestali a gruppi locali, i Community Forest User Groups, che possono utilizzare le risorse, ottenere ricavi e investirli nello sviluppo delle comunità.
Incrociando i dati dei censimenti nazionali del 2001 e del 2011 con quelli sull’introduzione del programma, analizzando oltre 522.000 famiglie rurali. La povertà è stata valutata attraverso indicatori relativi a salute, istruzione e condizioni di vita.
Il risultato mostra un paradosso. La gestione comunitaria delle foreste contribuisce a ridurre la povertà, ma i benefici non sono distribuiti uniformemente. Le famiglie appartenenti ai gruppi storicamente più avvantaggiati, Brahmin, Chhetri e Newar, mostrano la riduzione più consistente dell’indice di povertà. Per i Janajati il beneficio è molto più piccolo, mentre per Dalit e altre minoranze gli effetti stimati sono prossimi allo zero.
Di conseguenza, invece di ridursi, la distanza economica tra i gruppi tende ad aumentare.
La decentralizzazione ha quindi migliorato soprattutto la condizione di chi partiva già da una posizione relativamente favorevole.
Secondo gli autori, una maggiore applicazione delle misure di equità previste dal programma, insieme a interventi mirati per le comunità storicamente escluse, potrebbe correggere questo squilibrio.
Una politica ambientale efficace sul piano ecologico e sociale può comunque non riuscire a neutralizzare i rapporti di potere preesistenti, soprattutto in contesti segnati da forti disuguaglianze.
