I delfini riescono a riconoscere altri delfini dal loro fischio. E, a quanto pare, possono associare quel segnale alla memoria di chi lo porta, comprese le esperienze che è meglio non ripetere.
I tursiopi producono infatti dei fischi caratteristici, appresi durante lo sviluppo e sufficientemente diversi da permettere agli altri membri del gruppo di riconoscere chi li sta emettendo. Possono persino imitare il fischio di un altro individuo per richiamarlo. Una sorta di etichetta acustica personale, un nome.
Un nuovo studio pubblicato su PNAS mostra però che queste etichette possono servire a qualcosa di ancora più sofisticato: collegare un’identità alla memoria del suo comportamento.
A Shark Bay, nell’Australia occidentale, i ricercatori hanno riprodotto sott’acqua i fischi di diversi maschi a 17 femmine di tursiope indopacifico, osservandone poi gli spostamenti con i droni. In totale sono stati effettuati 34 esperimenti di playback. Il vantaggio di studiare questa popolazione è che i suoi individui vengono osservati da decenni: dei maschi coinvolti si conosce quindi anche la storia sociale.
E alcuni hanno una reputazione decisamente poco rassicurante.
Durante la riproduzione, gruppi di maschi possono formare alleanze e costringere una femmina a rimanere con loro, limitandone gli spostamenti anche attraverso inseguimenti, urti e morsi.
Quando le femmine sessualmente disponibili sentivano il fischio di maschi che in passato avevano mostrato più frequentemente questi comportamenti coercitivi, tendevano ad allontanarsi più decisamente.
Non significa necessariamente che un delfino pensi: “Quello è Stefano Baldo e Stefano Baldo è un mascalzone”.
Significa qualcosa di scientificamente più interessante.
Il fischio permette di riconoscere un individuo. A quell’identità può essere associata la memoria delle interazioni passate e quella memoria può essere utilizzata per decidere come comportarsi quando lo si incontra di nuovo.
Riconoscere qualcuno, ricordare cosa ha fatto e modificare di conseguenza il proprio comportamento. Come non pensare a Addio, e grazie per tutto il pesce.
Ma soprattutto, quanto a chi sia più emancipata, se la delfina o la donna, la prima ha un piccolo vantaggio: quando riconosce un maschio da evitare, nessuno le chiede se sia sicura di non averlo semplicemente frainteso.
