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“Non dormire e sogna” by Giuseppe De Alteriis

Matter to Life, 6 September 20262 October 2026

Dormire occupa circa un terzo della nostra vita.

Se la guardiamo dal punto di vista di un’azienda che deve massimizzare il profitto, è un intervallo enorme di improduttività. E per chi è abituato a orari di lavoro folli, è tempo rubato allo svago.

È proprio da qui che parte Non dormire e sogna, romanzo d’esordio di Giuseppe de Alteriis edito da Bompiani. Nel libro compare il Neurosleeper, un dispositivo capace di far riposare alternativamente i due emisferi cerebrali.

L’idea sembra fantascientifica, ma parte da un fenomeno reale.

I delfini possono infatti praticare il cosiddetto sonno uniemisferico: mentre un emisfero entra in uno stato simile al sonno, l’altro rimane relativamente vigile. Poi i due si alternano. Questo permette loro di continuare a respirare, muoversi e controllare l’ambiente circostante.

Nel romanzo questa strategia biologica diventa qualcosa di più di un modo per sottrarre ore al sonno. Il Neurosleeper permette di sfruttare alternativamente due forme diverse di attività mentale: mentre una parte del cervello riposa, l’altra continua a lavorare, e perfino la dimensione più libera e creativa del pensiero può diventare produttiva.

Ed è qui che Non dormire e sogna diventa anche un romanzo sulla performance.

Nel mondo della ricerca scientifica non basta fare buona scienza: bisogna pubblicare, costruire curriculum, vincere bandi, ottenere finanziamenti, dimostrare continuamente di meritare il tempo e le risorse necessarie per continuare a lavorare. Questa pressione può diventare un’ossessione per chi cerca di fare ricerca in modo serio e onesto. Perché senza fondi un laboratorio si ferma, i contratti finiscono, i progetti non partono. E così anche la ricerca migliore rischia di trasformarsi in una corsa permanente alla prestazione.

Il publish or perish trova nel Neurosleeper una conseguenza ancora più radicale: non si tratta semplicemente di lavorare più ore, ma di rendere produttiva perfino quella parte della mente che normalmente associamo al riposo, all’intuizione e al sogno.

Il protagonista è un giovane ricercatore pieno di entusiasmo e ideali, deciso a fare scienza bene e in modo onesto che si muove su una trama di colpi di scena continui.

Si esce dal libro con la sensazione di aver sognato di essere stati su un roller coaster e con parecchie domande ancora in testa: che cosa sia davvero la coscienza, come percepiamo il tempo, da dove venga la creatività e soprattutto che cosa succeda quando anche il sogno diventa qualcosa da mettere a rendimento.

Non dormire e sogna è uno di quei romanzi in cui la scienza è il meccanismo stesso della storia e il luogo in cui l’ossessione per la performance arriva a colonizzare perfino il sonno.

Narrativa Science Worth Reading performancericerca scientificasogno

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