Qualche mese fa, su Matter to Life, avevamo raccontato una batteria costruita attorno a ingredienti sorprendentemente semplici: sale e glicerina. L’idea era che la ricerca sulle batterie non dovesse necessariamente inseguire materiali sempre più esotici, ma potesse partire anche da sostanze economiche, poco tossiche e facilmente reperibili. ( Da sale e glicerina una nuova chimica per le batterie del futuro– Matter to Life)
Uno studio recente. pubblicato su Nature Communications spinge questa filosofia ancora più avanti: una batteria acquosa con elettrolita a pH neutro, progettata per ridurre sia le reazioni indesiderate sia il problema ambientale legato allo smaltimento.
Nelle batterie ad acqua tradizionali, infatti, l’elettrolita è spesso acido o alcalino. Questo favorisce corrosione, sviluppo di idrogeno e altre reazioni collaterali che consumano acqua e accorciano la vita del dispositivo. I ricercatori hanno invece sviluppato elettrodi basati su polimeri organici covalenti capaci di immagazzinare ioni magnesio e calcio in soluzioni saline vicine alla neutralità.
Il risultato più impressionante è la durata: fino a 120.000 cicli, con capacità specifiche superiori a 100 mAh per grammo. Nelle celle complete la tensione raggiunge 2,2 volt e l’energia specifica arriva a 48,3 Wh/kg. s41467-026-69384-2
Ma il dettaglio più curioso è un altro. Gli elettroliti utilizzati sono soluzioni di cloruro di magnesio o calcio, sali talmente comuni da essere impiegati anche come coagulanti nella produzione del tofu. Dopo i cicli di funzionamento, gli autori non hanno rilevato metalli pesanti nell’elettrolita e descrivono il sistema come compatibile con lo smaltimento diretto secondo diversi standard ambientali. La direzione di ricerca è promettente, ma prima che batterie di questo tipo possano uscire dal laboratorio e arrivare nelle applicazioni reali saranno necessari ulteriori studi e verifiche su scala più ampia.
Dalla glicerina al tofu la nuova chimica delle batterie sembra puntare ad alimentare la complessità della nostra tecnologia con ingredienti sempre più semplici. E’ infatti sempre più centrale, nella ricerca in ogni ambito, gestire in modo responsabile e sostenibile quello che lasciamo dietro di noi.
