
Mi chiamo Baldo Tronfini e sono il direttore del Dipartimento di Ricerca e Tecnologia dello Stato Libero di Bananas. Quando ho ricevuto la nomina ho scoperto una cosa curiosa sul potere.
Ha un suono preciso che non somiglia a quello degli applausi, né a quello delle porte che si aprono, è il silenzio.
Alle riunioni tutti mi ascoltavano in silenzio. Parlavo e annuivano, non rispondevo alle mail e nessuno protestava, dimenticavo di autorizzare le ferie e nessuno me lo faceva notare.
Perché capivano che avevo cose più importanti a cui pensare.
Tutti lo avevano capito, tranne Andrea evidentemente.
Quel giorno entrò nel mio ufficio per un colloquio sulla valutazione che le avevo fatto relativamente all’anno precedente. Sapevo già prima che entrasse che sarebbe stata una rogna, era una dei tanti in scadenza.
Aveva preparato un elenco di fatti di cui era protagonista: un master che aveva concluso, una decina di pubblicazioni, delle attività svolte per l’ente e perfino un esperimento che aveva dovuto cancellare dopo mesi trascorsi ad aspettare una mia autorizzazione mai arrivata.
«Perché mi hai assegnato uno score performativo più basso rispetto all’anno scorso?» mi aveva chiesto.
Quelle valutazioni, ogni anno, erano solo una gran rottura di palle. Così le dissi:
«Stiamo parlando di una riduzione sul merito che si traduce in una riduzione di appena venti euro sullo stipendio!»
Lei mi guardò. Come si guarda una porta che si è appena chiusa.
«Non è questo il punto, così finisco il contratto con un trend performativo in discesa, che non corrisponde alla realtà …se il problema fossero davvero venti euro, dovrebbe essere una mia scelta decidere se rinunciarvi»
aprii il portafoglio, tirai fuori una banconota da venti euro e gliela misi davanti, lasciandola cadere sulla scrivania. «Eccoli, te li do io» Lei si alzò. si voltò e se ne andò. La porta si chiuse, io rimasi seduto in silenzio. Sul tavolo c’era ancora la banconota, la guardai per qualche secondo. Il silenzio nella stanza, unito al pensiero delle mie figlie ora mi fece venire il dubbio di essere un miserabile.
Per fortuna il dubbio passò subito.
